Il Disco sbagliato: Their Satanic Majesties Request

I Rolling Stones e la loro idea di psichedelia.

Il 1967 è da sempre considerato uno degli anni più ricchi di capolavori rock: Disraeli Gears dei Cream, The Piper At The Gates Of Dawn dei Pink Floyd, Are You Experienced di Jimi Hendrix, The Doors e Strange Days dei Doors, John Wesley Harding di Bob Dylan, The Velvet Underground & Nico dei Velvet Underground e soprattutto Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles.

Il disco di Lennon e soci ancora oggi è considerato una pietra angolare della musica pop, capace di accecare e stordire l’ascoltatore con la sua impressionante tavolozza di colori e sfumature sciolte nei deliri lisergici e geniali dei quattro di Liverpool. La sua uscita sconvolse il mercato e diede un ulteriore dimostrazione delle loro capacità in studio e delle possibilità di scrittura che potevano raggiungere, costringendo ad alzare l’asticella a chi provava a rincorrerli nelle classifiche per stare al loro passo disinvolto.

I Rolling Stones, da sempre dediti all’inseguimento nelle classifiche degli “odiati” rivali, ma capaci di imporsi comunque con un loro stile ben definito e privo di accenni barocchi, si trovarono a dover constatare e accettare l’assoluta supremazia dei Beatles con questo disco, che indubbiamente li poneva ad un livello superiore al momento.

Ma Jagger e Richards non potevano restare indietro e decisero di giocare tutte le loro carte volendo sfidare i Fab Four nel loro campo: la psichedelia. Già avevano provato ad approcciare il genere con Between The Buttons, tentando di replicare le sonorità al momento in voga, ma quello che stavano per pubblicare desideravano fosse la loro risposta a Sgt. Pepper.

Their Satanic Majesties Request non voleva essere solo un timido contributo da parte degli Stones alla dilagante moda della psichedelia, ma l’idea dietro al disco era stavolta di abbracciare il movimento Hippy. Riuscire a capire poi quali fossero i punti di contatto tra i “violenti e cattivi” Rolling Stones e il desiderio di pace e amore dominante presso i Figli dei Fiori resta un mistero.

Their Satanic Majesties Request è un album stralunato e confuso, incapace d’incidere positivamente nel curriculum degli Stones, se non per qualche episodio isolato e per la curiosità che può generare l’esperimento. In effetti se lo si inquadra come un bizzarro e sfortunato evento nella storia infinita del gruppo, può anche starci (anche perché non resterà l’unico), ma quello che più resta impresso è la sufficienza con cui Jagger e gli altri affrontano quello che dovrebbe essere la risposta definitiva a Sgt. Pepper.

In realtà il gruppo resta in mezzo al guado, incapace di abbandonare del tutto l’anima blues che lo contraddistingue per spostarsi decisamente verso una direzione diversa: canzoni come Citadel, In Another Land, The Lantern e 2000 Man sembrano nate per avere un’altra impostazione rispetto a quella definitiva, incerte e confuse nell’arrangiamento e senza un’identità precisa; Gomper e On With The Show vorrebbero essere i momenti più alti e psichedelici del disco, ma in definitiva non riescono a essere convincenti.

A salvarsi è She’s A Rainbow, unica canzone dell’album a essere sempre presente nelle raccolte successive del gruppo, forse perché comunque meno compromessa e appesantita dagli arrangiamenti. Their Satanic Majesties Request mostra un gruppo troppo concentrato a mostrarsi alla moda e abile nel replicare le sonorità dei Beatles, fermo però alla superficie sonora e apparentemente incapace di cogliere la profondità di rivoluzionari album come Revolver e Sgt. Pepper.

Non basta vestirsi come dei figuranti del Mago di Oz o inserire nella copertina robe e disegni a caso per dimostrare di essere psichedelici, né, soprattutto, cantare frasi nonsense e richiami all’amore fraterno che stonano abbastanza se proferite dalla linguaccia di Jagger.

Per fortuna le aspre critiche faranno rinsavire i Rolling Stones, che si rimetteranno in carreggiata e realizzeranno negli anni successivi i loro più grandi capolavori, come Let It Bleed, Beggars Banquet, Sticky Fingers ed Exile On Main Street, tutti di matrice rock/blues e tutti più aderenti alla loro natura selvaggia e scriteriata.

 

3 thoughts on “Il Disco sbagliato: Their Satanic Majesties Request

  1. purtroppo gli Stones sono stati spesso un’industria, e il sensazionalismo del dualismo con i Beatles funzionava proprio per un aspetto commerciale. La conseguenza è stato questo “incidente” di percorso, poi prontamente superato con i lavori successivi da te citati. Facciamoci una risata, almeno così ci passiamo sopra con il sorriso !

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