A volte nevica in aprile

Il libro su Prince di Rudy Giorgio Panizzi.


Tutti noi, almeno una volta nella nostra vita, abbiamo provato quel sentimento impetuoso che corrisponde al nome di passione. Questo trasporto, che può rivolgersi a persone o cose, non può essere facilmente controllato, perché irrazionale: proprio per questo, non possiamo comprenderlo, ma al limite accettarlo come una parte di noi.

A volte nevica in aprile di Rudy Giorgio Panizzi parla di questo sentimento intenso e impetuoso, che nel suo caso riguarda una delle figure musicali  più importanti e influenti ad aver mai calcato un palco: Prince. In questo libro (pubblicato da Giancarlo Zedde lo scorso aprile, in occasione del primo anniversario della scomparsa del folletto di Minneapolis) l’autore si lascia andare ai ricordi legati a Prince e all’influenza che la passione per questo artista ha esercitato nella sua vita e nelle sue scelte fin dal primo incontro nel 1984.

Sometimes It Snows In April, una delle più belle canzoni scritte da Prince, viene sfruttata per il commovente titolo dell’opera e riesce a spiegare, meglio di tante altre frasi, il dramma vissuto da tutti i fans del signor Nelson in quel tragico 21 aprile del 2016.

Il libro, corredato da bei disegni ispirati a Prince e realizzati dallo stesso Rudy, è un perfetto compendio di cosa voglia dire innamorarsi artisticamente di una superstar e potrebbe essere applicato forse a qualunque altro cantante o attore: la genuina passione che scorre in Rudy lo costringe, oltre che a collezionare ogni opera rilasciata da His Royal Badness (tra cui anche una delle sue famose Cloud Guitar) anche a continui tentativi di avvicinare colui che è stato tra le stelle meno accessibili dell’intero panorama musicale.

L’idea di realizzare un libro che non fosse la mera elencazione di date legate a Prince, ma di scandire i vari capitoli con gli eventi e le tappe che si sono susseguiti dall’adolescenza alla maturità dell’autore parallelamente a quella del genio di Minneapolis, è un’interessante e inedita via, che non appesantisce la lettura: anche chi non sarà particolarmente interessato alle alterne vicende del Purple One, che, come viene ricordato da Panizzi, purtroppo non ha mai goduto di particolare apprezzamento e rilevanza in Italia (a parte il periodo di Purple Rain), troverá pagine degne di attenzione: come la divertente serata a Monte Carlo in cui Rudy si ritrovò a un solo tavolo di distanza dal suo idolo, o la surreale situazione di un concerto di Monaco, in cui il nostro sfegatato fan venne allontanato dalla security perché troppo somigliante a Prince.

La morte di Prince ha lasciato tutti noi appassionati un po’ (un bel po’) più poveri, orfani di quel caleidoscopio sonoro, di quella estrosità nel suonare qualsiasi cosa gli passasse per le mani e di quella magia che sapeva trasmettere sul palco: A volte nevica in aprile è un piacevole modo di riassaporare certe sensazioni o di scoprire, magari, una nuova passione per il Minneapolis Sound. Rudy Giorgio Panizzi ne andrebbe sicuramente fiero.

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