La storia di Ghostbusters

Who ya gonna call?

Doveva chiamarsi Ghost Smashers, quel film scritto su quaranta pagine: ma poi il titolo non piacque al regista e produttore Ivan Reitman e così Dan Aykroyd fu costretto a cambiare nome al suo soggetto, che divenne il conosciutissimo Ghostbusters. Non era la prima volta che l’ex co-protagonista di The Blues Brothers e Una poltrona per due rimetteva mano allo script, che in principio aveva come protagonista il suo grande amico John Belushi.

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The Blues Brothers

L’amicizia tra i due comici era stata profonda e la coppia, nonostante il passo falso de I vicini di casa, godeva di ampio credito a Hollywood: gli studios aspettavano avidamente le loro commedie chiassose e spericolate, speranzosi di ottenere grandi incassi grazie alla verve di Belushi e alla penna di Aykroyd. La scomparsa improvvisa e drammatica dell’ex Bluto di Animal House non fu indolore per l’attore canadese, che cadde preda della depressione per molti mesi, interrompendo ogni progetto di lavoro.

Quando Dan Aykroyd si riprese dal lutto, quella sceneggiatura sui cacciatori di fantasmi ispirata a Topolino e i fantasmi (vecchio cartoon del 1937) e alle commedie fantastiche di Gianni e Pinotto lo stava ancora aspettando e stavolta la portò a termine. Reitman, coinvolto fin da subito nel progetto, si appassiono’ alla storia e contribuì a molti aspetti di essa, convincendo l’autore a ridimensionarla, soprattutto nei costi.

Il concept originale prevedeva molti gruppi di Ghostbusters impegnati in battaglie inter-dimensionali e temporali con enormi fantasmi, tanto che il budget stimato era inizialmente di oltre 300 milioni di dollari del 1983 (cifra ben poco gradita dalla Columbia Pictures, che aveva deciso di realizzare il film): fu allora chiamato a collaborare Harold Ramis, che aiuto’ Aykroyd nel non semplice compito di riscrivere la sceneggiatura in tempi brevi e portare così i costi a una più umana cifra di 30 milioni di dollari, oltre che a spostare la storia da un futuro fantascientifico a un più modesto e gestibile presente.

La produzione chiese a Dan Aykroyd quali fossero le sue preferenze sugli interpreti dei Ghostbusters: in origine, oltre a sé stesso e Belushi, a far parte del cast dei protagonisti c’erano Eddie Murphy e John Candy, ma nessuno dei due arrivo’ a firmare il contratto. Murphy, che all’inizio accetto’ di buon grado la parte di Winston, declino’ l’offerta dopo aver ottenuto il ruolo di protagonista di Beverly Hills Cop, mentre Candy non sembro’ convinto del suo ruolo marginale come Louis Tully (nonostante fosse stato scritto per lui) e provò invano a far avere maggiore visibilità al personaggio. Alla fine Tully venne trasformato nell’imbranato vicino di casa di Dana Barrett, lasciando emergere le doti comiche e d’improvvisazione di Rick Moranis.

A proposito della bella musicista, il suo personaggio venne praticamente subito affidato alle cure di Sigourney Weaver, che impressiono’ Reitman: l’attrice desiderava cimentarsi in un ruolo più leggero dopo Alien e all’audizione diede tutta sé stessa, improvvisando la propria trasformazione nel cane infernale di Zuul e convincendo così il regista a non cercare altri interpreti.

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Dana Barrett e Louis Tully

Dato per scontato che Dan Aykroyd avesse la parte di Ray Stantz  (il “cuore” dei Ghostbusters), il ruolo di Peter Venkman  (la “voce” e il volto del gruppo) venne proposto a Steve Guttenberg, Chevy Chase e Michael Keaton: Guttenberg, il più papabile dei tre, preferì pero’ la parte di Carey Mahoney in Scuola di Polizia, mentre gli altri due attori persero di rilevanza di fronte alla nuova, forte candidatura di Bill Murray, fortemente sponsorizzato dalla Columbia Pictures. In realtà Murray non fu in principio entusiasta della proposta, accettata soprattutto perché gli fu prospettato il ruolo di protagonista nel remake de Il filo del rasoio, film di guerra a cui l’attore teneva molto.

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Bill Murray e altri attori de Il filo del rasoio

Per la parte di Egon Spengler (la “mente” del gruppo) vennero contattati Christopher Walken, John Lithgow, Christopher Lloyd e Jeff Goldblum, che non arrivarono neanche all’audizione, poiché Harold Ramis decise di prendere per sé il ruolo dello scienziato e di rivitalizzare così una carriera che non sembrava in grado di attirare grandi produzioni.

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i Ghostbusters

Mancava all’appello l’interprete di Winston Zeddemore: la scelta cadde su Ernie Hudson, onesto mestierante di molte produzioni televisive, che sperava di poter avere la grande occasione della vita e accetto’ volentieri la bassa cifra propostagli. In realtà, dopo il forfait di Eddie Murphy (e come era successo a Louis Tully) il personaggio di Winston venne ampiamente rimaneggiato e ridimensionato a vantaggio degli altri protagonisti, diventando un carattere secondario nell’economia della pellicola: Hudson ha sempre sostenuto di essere stato raggirato dalla produzione, che avrebbe taciuto sui cambiamenti effettuati e solo il giorno prima di iniziare le riprese gli avrebbe dato la sceneggiatura definitiva.

Ma Ernie Hudson non fu l’unico che ebbe a lamentarsi di Ghostbusters: William Atherton (l’interprete del funzionario del Dipartimento dell’Ambiente di New York e nemico giurato degli Acchiappafantasmi) fu a lungo perseguitato dal ruolo, venendo costantemente aggredito dalla gente che lo identificava con il personaggio del film.

John Belushi non venne del tutto escluso dalla pellicolaSlimer, il vorace e verdastro fantasma verde, fu presentato da Aykroyd come un omaggio all’amico scomparso e divenne la mascotte dei Ghostbustbusters.

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Ivan Reitman visse il consueto screening test che anticipava la “prima” del film in uno stato di agitazione: il regista, nonostante i cambi di sceneggiatura e di ambientazione, era ancora poco convinto dell’effettiva bontà del film e temeva che trovate come il Marshmallow Man non venissero apprezzate dal pubblico. Le trecento persone invitate alla visione di Ghostbusters negli studi della Columbia risposero entusiaste alla pellicola, permettendo a Reitman di affrontare più serenamente la promozione del film, che debutto’ nelle sale l’8 giugno del 1984.

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il Marschmallow Man

A trainare il film ci penso’ anche il tema musicale scritto da Ray Parker Jr.: Danny DeVito, Chevy Chase, Irene Cara, John Candy, Carly Simon e Peter Falk si prestarono a partecipare al video di Ray Parker Jr., che fu uno dei singoli più venduti del 1984, piazzandosi stabilmente in classifica per settimane. Huey Lewis accuso’ l’artista di colore di aver plagiato la sua I Want A New Drug, trovando pero’ in seguito una soluzione amichevole.

Incassando 143 milioni di dollari (secondo solo nel 1984 a Indiana Jones e il Tempio maledettoGhostbusters fu un successo clamoroso e rimase in cima al box office per sette settimane consecutive, quando venne scalzato da Purple Rain di Prince. Oltre a una serie di cartoni animati di successo, nel 1989 Ghostbusters ebbe un seguito che ribadì la bontà di un’idea capace di segnare gli anni 80 in maniera indelebile. Resta solo il rimpianto di non poter sapere come sarebbe stato con John Belushi protagonista…

 

2 thoughts on “La storia di Ghostbusters

  1. Proprio la trovata del Marshmallow Man mi divertì molto, anche se all’epoca non avevo mai sentito nominare i marshmallow né capivo cosa fossero le toffolette di Snoopy.

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