Brothers In Arms, l’irraggiungibile vetta dei Dire Straits

Brothers In Arms, l’irraggiungibile vetta dei Dire Straits

25/06/2018 0 Di Luca Divelti

Brothers In Arms è stato il punto più alto toccato dai Dire Straits: un disco pieno di singoli dal grande appeal, che ha segnato gli anni 80 e ha permesso alla band di Mark Knopfler di associare al valore di brani notevoli il successo commerciale.

I primi passi

Quando era iniziata l’avventura della band, nel neanche troppo lontano 1977, il mondo del rock era stato appena masticato e sputato dal punk, che aveva fatto il proprio ingresso a piedi uniti: i Dire Straits si erano dovuti fare largo sulla scena musicale con non poche difficoltà, stentando a farsi notare e a trovare dei supporter che non storcessero il naso di fronte al loro soffice ed evocativo blues rock, così apparentemente fuori moda e fuori tempo.

brothers in arms

i Dire Straits all’inizio della loro avventura

La testardaggine e la passione per la musica di Mark Knopfler, di suo fratello David, di John Illsley e di Pick Withers alla fine venne premiata e, anche se lentamente, i Dire Straits riuscirono prima a ottenere un contratto discografico e poi a emergere nell’affollato gruppo delle band esordienti, finendo finalmente per farsi notare dal grande pubblico.

In pochi anni e una manciata di album come Dire Straits, Communiquè, Making Movies e Love Over Gold, la band di Mark Knopfler (nel frattempo rimasto l’unico della famiglia, dopo l’abbandono di David) aveva iniziato ad assaggiare i dolci sapori delle classifiche e la popolarità, ma mancava ancora qualcosa per riuscire davvero a imporsi e lasciare un segno.

Le canzoni di Brothers In Arms

Brothers In Arms arriva nei negozi nel 1985 e non fatica a farsi notare: la produzione scintillante mette in evidenza la bontà dei turnisti ingaggiati ad allargare la band (Tony Levin, Omar Hakim), mentre la solita suadente chitarra di Mark Knopfler trascina l’ascoltatore con le sue note delicate e gentili.

L’inutile e pesante One Word è l’unico punto debole del disco, mentre la sommessa So Far Away, la reggaeggiante Ride Across The River, l’acustica The Man’s Too Strong e la delicata Why Whorry sembrano voler rassicurare il tipico pubblico dei Dire Straits, che in realtà puntano a mescolare le carte.

In Brothers In Arms l’equilibrio tra la nuova propensione al pop e le consuete morbide sfumature dal sapore jazzistico (tanto care a Knopfler) emerge chiaramente nella stupenda Your Latest Trick, una delle ballad più belle del chitarrista, impreziosita dal sax di un Michael Brecker in grande spolvero.

Ma a spingere in classifica Brothers In Arms ci pensano soprattutto due brani: Walk Of Life e Money For Nothing. Walk Of Life, con il suo trascinante rock’n’roll in pieno stile anni 50, non fatica a diventare uno degli istant-classic della band.

Money For Nothing è l’altro brano “a trazione pop” di Brothers In Arms, che catapulta i Dire Straits nelle charts internazionali e li consacra definitivamente, anche grazie al suo coloratissimo video: l’irridente duetto con Sting nacque dopo che a Knopfler capitò di ascoltare le aspre critiche rivolte alla vita della tipica rock-star in un negozio di elettrodomestici di New York.

La guerra in Brothers in Arms

La Guerra delle Falkland è alla base dell’ispirazione di Mark Knopfler per la title-track: l’aspro contenzioso tra la Gran Bretagna e l’Argentina, che reclamavano entrambe il controllo sulle isole, portò alla morte di un migliaio di persone e sconvolse l’opinione pubblica occidentale, ormai convinta di non dover più avere a che fare con le guerre.

Knopfler e la sua chitarra puntano a disegnare il folle scenario dello scontro militare attraverso la storia di un soldato inglese colpito a morte: l’inutilità della guerra si staglia con forza nello scarno e desolante paesaggio evocato nel brano, che, a differenza di Money For Nothing (e forse a prenderne le distanze), è completamente in bianco e nero nel video clip promozionale.

Il successo mainstream

La svolta mainstream permise ai Dire Straits di entrare in contatto con una fetta molto più variegata di pubblico, che in precedenza li aveva più o meno snobbati o ignorati: i continui passaggi su MTV permisero inoltre a Brothers In Arms di restare nei piani alti delle classifiche a lungo e di diventare uno degli album più venduti di sempre (30 milioni di copie).

L’arco narrativo dei Dire Straits si era così compiutoBrothers In Arms segnò l’apice di una storia nata neanche dieci anni prima. Il successo, pur così appagante e seducente, ma anche arduo da gestire, non fu senza conseguenze per una band costantemente in fuga dalle luci della ribalta e schiva come il proprio leader: alla lunga Knopfler incontrò parecchie difficoltà nel rapportarsi alle aspettative richieste dal nuovo status di superstar dei Dire Straits, impiegando anni prima di dare un seguito a Brothers In Arms.

On Every Street fu l’ultimo atto in studio del gruppo, di cui rimanevano ormai solo il chitarrista e John Illsley come membri originali: stava esplodendo il grunge e ancora una volta i Dire Straits sembravano fuori dal tempo, proprio come la sommessa magia pop evocata in Brothers In Arms.