C’era una volta il Festivalbar

C’era una volta il Festivalbar

29/06/2017 12 Di Luca Divelti

Dieci anni fa l’ultima edizione.

Il Festivalbar è sparito dai teleschermi da una decade, ma ancora fa parlare di sé. Notizia di questi giorni la volontà di RTL di rilanciare la formula ideata nel 1964 da Vittorio Salvetti (anche se il marchio non verrà usato per mancata concessione), con tanto di serata finale all’Arena di Verona.

La stagione musicale italiana è stata per decenni contraddistinta da due regole non scritte, ma a cui tutti si attenevano: d’inverno si aspettava il Festival di Sanremo, mentre l’estate era appannaggio del Festivalbar e dei suoi juke-box.

La manifestazione (e la sua classifica finale) si basava sui riscontri dei pezzi più gettonati durante la stagione calda, che venivano premiati durante la serata finale come brani dell’estate. Dal 1967 la copertura televisiva divenne costante, prima in Rai, poi dagli anni 80 sui canali Mediaset, fino al mesto termine nel 2007, riuscendo comunque a sopravvivere quasi dieci anni alla scomparsa del suo ideatore.

La costante crescita negli anni, anche e soprattutto grazie agli ascolti televisivi, ne fece un appuntamento itinerante e istituzionale della musica italiana. Il Festivalbar (forse più del Festival di Sanremo) ha permesso di comprendere meglio anche l’evoluzione dei gusti del pubblico, che nell’arco degli oltre quarant’anni della kermesse, cambiarono sensibilmente (e più volte), così come la società che faceva da sfondo.

Dopo questa premessa infinita, inauguriamo oggi una nuova rubrica di Rock’N’Blog, che va a esaminare le edizioni del Festivalbar e le canzoni proposte, provando a vedere quanto di quei brani (e dei loro cantanti) sia rimasto nella memoria.

Direi di partire dalla fine e quindi dall’edizione del 2007, che ebbe solo quattro puntate televisive. I presentatori della manifestazione furono Giulio Golia, Elisabetta Canalis ed Enrico Silvestrin. Come al solito ci furono molti artisti che si susseguirono sul palco del Festivalbar: tra gli altri ci furono Daniele Silvestri con Gino e l’Alfetta, Roy Paci e Aretuska con Beleza (uno dei tormentoni dell’estate), Fabrizio Moro con Pensa, Mika con Grace Kelly, Francesco Renga con Cambio Direzione e i Simply Red con Stay.

E c’era pure Mario Biondi

Tra chi non è più tra noi (o quasi) vanno segnalati i Finley, Anggun, Just Jack, K-OS, Mutya Buena (vediamo se qualcuno si ricorda di lei) e Le Vibrazioni.  I vincitori furono i Negramaro con Parlami d’amore, Biagio Antonacci fu premiato per l’album dell’anno per Vicky Love e Irene Grandi ottenne il Premio Radio per Bruci la città. Anche i Tokyo Hotel vennero premiati con il Premio Digital (e chi non se li ricorda è una persona davvero fortunata).

Ma a questo possiamo rimediare.

Sono passati dieci anni, ma non abbastanza per rimuovere del tutto gli emo tedeschi dalla mia mente.

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