Comfortably Numb, l’ultima magia dei Pink Floyd di Waters e Gilmour

Comfortably Numb, l’ultima magia dei Pink Floyd di Waters e Gilmour

01/10/2018 0 Di Luca Divelti

Comfortably Numb è l’ultima grande canzone scritta assieme dai due leader dei Pink Floyd.

La canzone è da sempre considerata come uno dei punti più alti della produzione dei Pink Floyd ed è contenuta nella pietra miliare del gruppo, The Wall.

Comfortably Numb rappresenta l’ultima collaborazione di Roger Waters e David Gilmour prima che il bassista decidesse di abbandonare la band.

La difficile situazione finanziaria del gruppo, vicino alla bancarotta per l’incauta gestione dei propri interessi, esacerbò i già logori rapporti.

Le frizioni all’interno dei Pink Floyd durante la realizzazione di The Wall furono continue e portarono addirittura al licenziamento di Rick Wright.

Il tastierista entrò in collisione con Waters per il rifiuto di lasciare anticipatamente le vacanze e tornare a incidere l’album.

In questo difficile contesto i Pink Floyd riuscirono comunque a lasciare ancora il segno, soprattutto grazie a Comfortably Numb.

comfortably numb

La demo di Gilmour

Visto che The Wall era praticamente un disco solista di Waters suonato dai Pink Floyd, il materiale dell’album si rifaceva completamente alla sua penna.

Questo faceva venire meno la consueta collaborazione con Gilmour, destinato dal bassista a essere un semplice esecutore.

Bob Ezrin, ingaggiato come co-produttore per le sue doti di mediazione (e ai Pink Floyd di quel periodo ne serviva a tonnellate), convinse Waters a includere qualche pezzo di Gilmour nel concept album.

Comfortably Numb

Ezrin rimase colpito soprattutto da una demo del chitarrista, esclusa dal suo primo album da solista.

Il testo di Waters

Waters mise mano al testo scrivendo della brutta esperienza vissuta durante il tour di Animals del 1977.

Mentre infatti la band era impegnata per un concerto a Filadelfia, il bassista fu colpito da un’epatite e costretto alle cure di un medico.

Le medicine somministrate permisero a un Waters provato e tutt’altro che brillante di partecipare all’evento, finendone traumatizzato.

Comfortably Numb

Comfortably Numb nasceva da questa vicenda e raccontava nell’album di un Pink malato e costretto a forza di medicine a esibirsi.

La freddezza e l’indifferenza mostrata verso il cantante stordito e delirante, portato di peso come un pezzo di carne al concerto perché “lo show deve continuare” è il tema su cui Waters si focalizza.

La salute mentale di Pink, ormai compromessa come quella di Syd Barrett, lo porta a chiudersi in sé stesso e a diventare “piacevolmente insensibile”.

La registrazione di Comfortably Numb

Nonostante la canzone facesse coincidere ancora una volta gli intenti dei due leader della band, durante la registrazione del brano non mancarono gli scontri.

Waters e Gilmour avevano visioni diverse su come incidere Comfortably Numb e le feroci litigate bloccarono i lavori di The Wall.

Anche se Gilmour era disponibile a sopportare la tirannia di Waters pur di salvare i Pink Floyd, quando si trattava della sua musica non indietreggiava di fronte a niente e a nessuno, mandando in bestia il bassista che pretendeva invece di avere l’assoluto controllo sul suo concept album.

Alla fine, pur di andare avanti, Waters cedette e accettò la versione voluta dal chitarrista.

Se c’era ancora qualche dubbio su quanto i Pink Floyd fossero vicini alla fine, l’incisione di Comfortably Numb li dissolse del tutto.

Una canzone “magica”

Comfortably Numb è stata l’ultima magia offerta dalla premiata ditta Waters & Gilmour: le loro strade si separeranno dopo The Final Cut, album stavolta completamente a firma del bassista.

L’incrocio drammatico tra la stupenda chitarra di un Gilmour al suo apice e la storia surreale e vivida descritta da Waters, segnano uno dei momenti più alti raggiunti dai Pink Floyd.

Comfortably Numb è l’emozionante testamento di una coppia di autori che hanno offerto pagine indelebili nella storia del rock e che purtroppo hanno diviso le loro strade e concluso una vicenda artistica irripetibile.

Di fronte alla fine di questo sodalizio neanche Pink si potrebbe dichiarare “piacevolmente insensibile”.

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