Cosmik Debris, la satira di Zappa sul fallimento degli anni 60

Cosmik Debris, la satira di Zappa sul fallimento degli anni 60

06/09/2018 0 Di Luca Divelti

Cosmik Debris è uno dei brani in cui l’avversione di Frank Zappa verso i guru a buon mercato è più evidente.

Zappa ha marchiato la storia del rock con una sterminata collezione di album visionari, ma la sua importanza va oltre il suo essere un musicista.

Il baffuto chitarrista non ha mai nascosto la sua personalità prorompente, che lo ha portato ad attaccare e criticare spesso il sistema sociale statunitense e a litigare a più riprese con il music business.

Anche i tanti santoni che proliferavano nella controcultura (e che si erano riciclati dopo la fine dell’utopia degli anni 60 come portatori sani di Nirvana) non erano molto stimati dal leader delle Mothers Of Invention, che li aveva spesso criticati.

L’attacco portato avanti con Cosmic Debris verso questi “detriti cosmici” fu però una novità assoluta, soprattutto per la sua irridente ferocia.

Cosmik Debris venne pubblicata nel marzo 1974 nell’album Apostrophe (‘) (contenente anche Don’t Eat the Yellow Snow, Nanook Rubs It e Uncle Remus), che si rivelò uno dei maggiori successi commerciali della produzione zappiana.

cosmik debris

La satira verso i dispensatori di promesse di felicità (il Mistery Man) è resa più evidente dal saccheggio del loro tipico linguaggio da guru.

L’irrisione di parole in cui Zappa si produce (Nervonna, Asthma, Mumbo Jumbo, Ohm shonty) rafforza la caricatura del Mistery Man, colpevole di promesse facili in cambio di soldi.

Le scorciatoie offerte da questi imbonitori facevano leva sull’uso delle droghe, propinate e vendute come il mezzo migliore per la serenità interiore.

Questo li accomunava a un’altra categoria poco stimata da Zappa, gli spacciatori, assidui frequentatori di molti suoi colleghi e causa di tossicodipendenze spesso fatali.

Alla fine del brano, dopo l’ennesimo tentativo di convincere lo scettico musicista aseguirlo, il guru vedrà la situazione sfuggirgli di mano.

Ipnotizzato attraverso l’uso dei suoi stessi trucchi da uno Zappa che bofonchia frasi apparentemente profonde e indossa un giornale a mò di cappello da mago in testa, il venditore di fumo (in tutti i sensi) riceverà il consiglio di cambiare lavoro e di diventare macellaio.

La riconversione lavorativa suggerita in Cosmik Debris non cambierebbe molto le cose per il guru, che continuerebbe ad avere a che fare con pezzi di carne (perché è così che nella sua visione cinica vede i propri clienti), facendo comunque meno danni.

Cosmik Debris è diventata una delle canzoni più amate di Frank Zappa e uno dei suoi cavalli di battaglia in concerto fino all’ultima tournée del 1988: chissà quanti ciarlatani nel frattempo avranno barattato le loro sfere di cristallo con un tritacarne.

 

 

 

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