I film maledetti di Hollywood

Ci sono pellicole che forse è meglio non girare.

Anche se personalmente non credo a maledizioni, fatture, riti voodoo, malocchi e incantesimi assortiti, non mi sento di affermare che la maggior parte dei partecipanti ai film che andrò a elencare la pensino allo stesso modo.

  • Il Corvo

corvo.jpg

Il Corvo, uno dei film maledetti più famosi di sempre, è tale per la tragica morte sul set di Brandon Lee, protagonista e figlio di cotanto padre.

tumblr_ok2k08CD1G1vlgfsvo2_500.gif
un certo Bruce

Il 31 marzo 1993, solo tre giorni prima della fine delle riprese, l’attore fu ucciso da un colpo di  pistola sparatogli accidentalmente durante una scena. Chi ritiene che la colpa fu della produzione, incapace di controllare cosa girasse per il set, non sbaglia più di tanto: qualcuno della troupe inserì nella pistola di scena dei veri proiettili senza polvere da sparo, che risultarono fatali per il povero Brandon Lee, morto sul tavolo operatorio. La leggenda nata in seguito afferma che dietro alla morte di Brandon ci fosse un’organizzazione criminale (la stessa che aveva ammazzato il padre vent’anni prima) o meglio ancora una maledizione della Famiglia Lee.

  • L’Esorcista

exorcist

Del film più pauroso di sempre e di come fosse ritenuto maledetto dai suoi stessi partecipanti abbiamo parlato tempo fa. L’Esorcista fu segnato da vari incidenti e decessi, che toccarono gran parte dei componenti del cast: gli attori Valisiki Maliaros e Jack MacGrowan morirono poco dopo la fine delle riprese, così come il nonno di Linda Blair e il fratello di Max Von Sydow, mentre almeno altre nove persone della troupe morirono in maniera misteriosa e violenta.

  • Omen

omen.jpg

Non si fece in tempo a dare il primo ciak a Omen che ci scappo’ il morto: il figlio di Gregory Peck (protagonista del film) si suicido’ due mesi prima che il film sul figlio del Diavolo iniziasse le riprese. Quando finalmente la realizzazione della pellicola partì, alcune situazioni fecero aggrottare più di un sopracciglio: l’aereo su cui viaggiava Peck fu colpito da un fulmine, cosa che accadde pochi giorni dopo anche all’autore del libro da cui era tratta la storia, David Seltzer; la stazione della metropolitana di Green Park a Londra salto’ in aria proprio mentre la troupe vi si stava recando; il regista Richard Donner venne investito da un’auto mentre andava a pranzo; l’aereo noleggiato per delle riprese dall’alto precipito’ poco dopo essere decollato, uccidendo oltre al pilota anche la moglie e i figli di quest’ultimo, travolti proprio dal velivolo mentre erano in auto.

Tra i vari incidenti quello più eclatante in mezzo a questo elenco di fatalità è sicuramente capitato a John Richardson, il responsabile degli effetti speciali del film e autore della scena della cruenta decapitazione del fotografo Keith Jennings: mentre era in viaggio in Belgio con la sua ragazza ebbe un incidente frontale in cui la donna morì decapitata. Oltre all’orribile e scioccante spettacolo che si trovo’ accanto al risveglio, Richardson lesse pure su un cartello poco distante “Je bent weg van Ommen 66.6 km” (siete distanti da Ommen 66,6 km): sul 666 (numero diabolico per eccellenza) e la particolare assonanza della cittadina olandese Ommen con il titolo del film è meglio stendere un velo pietoso.

  • Il Conquistatore

ilconquistatore

Il Conquistatore, uscito nel 1956, è stato uno dei più grandi insuccessi commerciali di Hollywood, nonostante avesse un John Wayne all’apice della carriera. La presenza della pellicola in questa rassegna di film maledetti non è dovuta alle peripezie capitate durante la lavorazione, ma a quello che è successo dopo: il regista Dick Powell morì di cancro nel 1963; nello stesso anno Pedro Armendariz si suicido’ dopo essere entrato nella fase terminale per lo stesso male; John Wayne, Agnes Moorehead e Susan Hayward morirono sempre di tumore negli anni 70. Insomma, fino al 1981, dei 220 membri di cast e troupe ben 91 avevano sviluppato un cancro e 46 erano morti.

Il film fu realizzato a un centinaio di miglia da un’area dove venivano compiuti test atomici e per anni questa è stata considerata la causa di questa sorta di epidemia di cancro: probabilmente una tale incidenza di malattie è da attribuirsi più che altro a fatalità e stili di vita sbagliati (Wayne e molti altri del cast erano fumatori incalliti).

  • Atuk

atuk.jpg

Non cercate di ricordarvelo, perché Atuk non è mai uscito nelle sale e questo già qualcosa dovrebbe significare: la sua sceneggiatura è considerata maledetta proprio  perché non si è mai riuscito a tradurla in un film compiuto. A interessarsi per primo al soggetto comico (tratto dal romanzo satirico L’incomparabile Atuk) fu John Belushi, ma un’overdose se lo porto’ via nel 1982.

Passo’ qualche anno e stavolta fu  Sam Kinison a farsi avanti, riuscendo anche a girare qualche scena, fiché un fatale incidente automobilistico fermo’ la sua vita e la nuova produzione di Atuk. Nel 1994 fu coinvolto John Candy, ma prima che si iniziasse a girare, l’attore fu colpito da un infarto mortale. La maledizione di Atuk colpì anche uno stretto amico di Candy, Phil Hartman, che venne ucciso dalla moglie durante la lettura della sceneggiatura del film. Quando nel 1997 anche Chris Farley morì per un overdose mentre era in trattativa per la parte principale, Hollywood decise di chiudere in un cassetto il progetto. E di non riaprirlo più.

Published by

Luca Divelti

Appassionato di musica, film, sport, fumetti e di tante cose ritenute a volte inutili, che però riempiono la vita e aiutano a vivere meglio. Se è così, forse tanto inutili non saranno...

2 thoughts on “I film maledetti di Hollywood

  1. L’Esorcista il film più pauroso? Ricordo durante una proiezione di L’Avventura di Antonioni che un conoscente, scoperto che il film durava 144 minuti, iniziò a dare segni di squilibrio e a ripetere ossessivamente : “144 minuti! 144 minuti!”
    Poi neanch’io ero superstizioso, fino all’avvento di Renzi. Alle Olimpiadi di Rio disse che Nibali avrebbe sicuramente vinto il primo oro italiano e infatti Nibali, bravissimo discesista, cadde in discesa. Alla fine Renzi disse che almeno non sembrava niente di grave e infatti c’era una frattura. Si narra che quando lasciò il Brasile gli atleti italiani tirarono un sospiro di sollievo, e iniziarono a vincere medaglie.

Rispondi