La sospesa nostalgia di Yesterday

La canzone perfetta dei Beatles.

“Non può essere che non sia già stata scritta: ma siete sicuri che questa melodia sia nuova?” Un incredulo Paul McCartney non smetteva di domandare ai suoi compagni se quella canzone, che lo aveva svegliato e costretto a trascinarsi in piena notte verso il pianoforte, fosse veramente sua e non di qualcun altro: eppure, Yesterday e la sua magica armonia non erano mai state incise.

A turbare McCartney e a instillargli il tarlo che il brano non fosse nuovo, era soprattutto la semplicità con cui le note erano sgorgate dal suo inconscio, mettendolo di fronte a una composizione praticamente già completa e solida, a cui mancava solo un testo: così  Yesterday fu messa in stand-by dal suo esitante autore, che intanto abbozzò qualche frase sconclusionata (“Scrambled Eggs, oh my baby how I love your legs”) in attesa di maggiore ispirazione.

George Martin raccontò in seguito che il brano fu composto da McCartney nel gennaio del 1964, ma trovò spazio nella scaletta di un album dei Fab Four solo dopo un anno e mezzo, quando il quartetto di Liverpool lo incise per Help!. Quello che inizialmente fu presentato al produttore e arrangiatore storico dei Beatles come Scrambled Eggs impiegò qualche mese a diventare Yesterday, mentre McCartney si mostrava sempre più indeciso sul da farsi. Durante il dicembre del 1964 andò dagli Yardbirds e suonò loro la canzone, sperando che il gruppo volesse inciderla: la band di Eric Clapton rifiutò l’offerta, sostenendo che il loro imprinting rock si sposava male con una ballata (chissà però come sarebbe venuta suonata da Slow-Hand?).

Da quel momento McCartney cominciò a non perdere occasione per suonarla  di fronte amici e conoscenti, cercando conferma ai suoi dubbi amletici riguardo all’originalità della canzone: addirittura non perse occasione per  strimpellarla più volte sul pianoforte presente sul set di Help!, costringendo lo sfinito regista Richard Lester a minacciarlo di smetterla se non voleva vedersi sequestrare lo strumento.

Dopo un viaggio in Portogallo, in cui si convinse finalmente a incidere il brano, McCartney si presentò nel giugno 1965 con il testo definitivo di Yesterday dai suoi compagni e da George Martin (che si rilevò determinante per il l’arrangiamento della canzone). Macca si mostrò fin dall’inizio molto contrario all’uso degli archi, terrorizzato all’idea di svilire il pezzo con troppa pomposità e si scontrò con Martin, che alla fine, pur di convincerlo, gli concesse di dirigere il quartetto di turnisti.

Paul McCartney (che la registrò praticamente da solista, senza l’ausilio in studio degli altri Beatles) diede così il nulla osta all’arrangiamento proposto, rendendo Yesterday la prima canzone pop in cui appaiono gli archi, che resero ancora più nitida la bellezza della melodia.

La canzone pop perfetta dei Beatles, la più suonata e incisa della storia (con oltre 2500 versioni) fece andare i Beatles oltre i loro confini musicali abituali e permise loro di conoscere le sonorità classiche, che avrebbero a lungo sfruttato in seguito. Nel 1980 McCartney descrisse la canzone come la sua migliore e più felice composizione, soprattutto per la sua genesi istintiva e misteriosa, dichiarandosi ancora incredulo di come gli fosse apparsa in sogno in una notte di gennaio.

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Luca Divelti

Appassionato di musica, film, sport, fumetti e di tante cose ritenute a volte inutili, che però riempiono la vita e aiutano a vivere meglio. Se è così, forse tanto inutili non saranno...

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