Le sigle delle serie tv anni 60 e 70 (3ª puntata)

Oggi mischiamo le carte e passiamo dal western all’horror, per poi andare sulle serie con modellini e pupazzoni. Non fatevi girare la testa.

Riprendiamo la rubrica con la sigla di uno dei cani più famosi della TV.

L’adunata del piccolo Rusty e di Rin Tin Tin a Fort Apache, ci fa da introduzione per un’altra serie ambientata nel West.

I Forti di Forte Coraggio era una serie in cui si narravano le strampalate storie di un battaglione alquanto sui generis. Divertente fin dalla sua sigla.

Alla conquista del West è un’altra serie molto amata negli anni 70, in cui l’epopea western si scontrava con la tragedia della Guerra di Secessione.

Quante volte abbiamo visto scendere dalla collina Laura e Mary sulla sigla de La casa nella prateria?

A proposito di case, ne conosco una abbastanza strana, abitata da una famiglia molto particolare: gli Addams. Come non schioccare le dita con la loro fantastica sigla?

Avversari diretti di Gomez e Zio Fester sono i Mostri, la cui serie aveva come protagonisti personaggi ispirati all’iconografia horror.

Se vogliamo soffermarci sui mostri, ci sono alcune delle serie tv giapponesi che ne erano zeppe. Spectreman, ad esempio, che passava la gran parte della sigla a lottare con scimmioni e dinosauri troppo cresciuti.

Sigla italiana per Ultralion, serie ambientata nell’epoca Sengoku (1478-1605).

E poi non ce n’è per nessuno: Megaloman. Datemi un meteorite esplodente che la faccio finita.

Un’altra fantastica sigla italiana per la serie fantascientifica inglese Stingray.

Che poi quella originale dei Thunderbirds non è che fosse da meno.

I-Zenborg era una serie che mescolava modellini e personaggi animati e che aveva anch’essa una bella sigla tutta italiana.

Chiudiamo con Koseidon. E qui si piange davvero.

 

 

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Luca Divelti

Scrivo di musica, film, sport, fumetti e di tante cose ritenute a volte inutili, che però riempiono la vita e aiutano a vivere meglio. Se è così, forse tanto inutili non saranno...

18 thoughts on “Le sigle delle serie tv anni 60 e 70 (3ª puntata)

  1. E’ incredibile come alcune le ricordi ancora perfettamente!
    Chissà se lo sai… lo zio Fester de “La Famiglia Addams” era nientemeno che Jackie Coogan, “Il monello” di Chaplin. Che cambiamento! 🙂

    1. Coogan fu tra i tanti bambini star che, una volta cresciuti, non trovarono niente dei guadagni accumulati, sperperati dai parenti. Una triste storia.

      1. eh, lo so, come hai scritto in un tuo articolo precedente, il “Coogan act” in difesa degli artisti bambini ha proprio preso il nome da lui

      2. Fu il primo episodio in cui l’opinione pubblica si rese conto su cosa ci poteva essere dietro la carriera di questi piccoli attori.

  2. Gli unici che ho visto qualche volta sono “La famiglia Addams” (abbastanza spesso), la Casa nella Prateria e Rin Tin Tin (più raramente). Gli altri direi che non li avevo neanche mai sentiti nominare 🙂

  3. Le mie preferite erano, sia come sigle che come serie TV, La casa nella prateria e Alla conquista del West. Inutile dire che ero innamorata di Luke!!!

  4. Ecco, partendo da Rin tin tin, La casa nella prateria, Alla conquista del west, fino alla Famiglia Adams mi rendo conto di quanti anni ho… 🙂
    Il resto è ombra per me.

    1. Quelli Made in japan risalgono alla fine degli anni 70 ed erano soprattutto trasmessi sulle reti private, così come la maggior parte dei telefilm di questa puntata.

      1. In quegli anni già non guardavo più la tele…ero in piena scalata studentesca e lavorativa. Da allora la tele (anche perchè oggi la trovo davvero ingurdabile) è l’ultimo dei mie pensieri.

  5. Bellissimo articolo!
    A quanto pare non sono l’unico fan delle intro/sigle delle serie tv.
    La mia preferita dell’articolo è quella de “La famiglia Addams”. Anche quella di “Ultralion” non è male 😉

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