Meteore musicali: i New Radicals

Arrivare quasi in cima e poi aver paura di cadere

I New Radicals riuscirono nel non facile compito di incidere una delle canzoni più suonate nell’ultimo scorcio degli anni 90, di scatenare polemiche per gli attacchi ad altre stelle della musica e di sciogliersi di colpo durante la promozione del loro album.

Non erano una vera e propria band, poiché l’unico vero componente effettivo era Gregg Alexander, che scrisse, suonò e produsse tutti i pezzi dell’unico lavoro del gruppo (Maybe You’ve Been Brainwashed), contornandosi di musicisti che non erano permanenti.

I New Radicals si formarono nel 1997, dopo un paio di tentativi di album solisti di Alexander che non furono molto fortunati. Comunque sia, il front-man del gruppo strappò un contratto discografico nel 1998 e nell’autunno dello stesso anno i New Radicals debuttavano nei negozi.

Il loro genere era sostanzialmente un’alternative rock (che tanto andava a quei tempi) e che si basava su testi molto polemici e poco concilianti verso la società statunitense dell’epoca. Soprattutto il loro primo singolo You Get What You Give attirò le attenzioni dei media, che si concentrarono sul alcuni versi della canzone in cui Alexander si mostrava desideroso di prendere a calci gli Hanson, Marilyn Manson, Beck e Courtney Love, rei di essere a suo dire solo milionari impostori.

Bene o male quasi tutti i cantanti coinvolti nella canzone non serbarono rancore verso i New Radicals: Manson fu l’unico che si mostrò contrariato, dichiarando di voler mettere le mani addosso ad Alexander. Solo che le sue intenzioni bellicose non derivavano dalle  accuse, ma piuttosto dal fatto di essere stato incluso nello stesso gruppo di Courtney Love.

Le polemiche e l’ampia rotazione televisiva e radiofonica che You Get What You Give ricevette permisero ai New Radicals di scalare posizioni in classifica e di ottenere molte attenzioni (The Edge degli U2 confidò ai giornali che avrebbe voluto essere stato lui l’autore del brano), diventando in brevissimo tempo uno dei fenomeni musicali dell’anno.

Ma proprio durante quello che sembrava il tipico percorso che avrebbe reso i New Radicals una realtà del pop/rock, il gruppo implose. Alexander iniziò a non voler presenziare ad alcune esibizioni e dopo un paio di settimane dalla pubblicazione di Someday We’ll Know, il loro secondo singolo, indisse una conferenza stampa in cui sostenne di voler interrompere l’esperienza della band.

Nel 1999, a neanche due anni dalla formazione, il gruppo si arenava proprio a causa del successo di You Get What You Give: lo stress a cui Alexander era stato sottoposto in quei pochi mesi era troppo per lui e preferì staccare la spina e dedicarsi a una più tranquilla e sedentaria carriera di autore e produttore.

A differenza di altre one hit wonder band, i New Radicals non dovettero affrontare le difficoltà di avere una casa discografica con il fiato sul collo in attesa di un nuovo successo o la delusione cocente di non riuscire a imbeccare un altro tormentone, ma semplicemente preferirono fermarsi qualche passo prima.

You Get What You Give nei successivi anni è stata spesso riutilizzata in film e spot commerciali, rendendo ancora più esplicito il valore di un pezzo orecchiabile che viene considerato tra le canzoni più rappresentative degli anni 90.

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Luca Divelti

Scrivo di musica, film, sport, fumetti e di tante cose ritenute a volte inutili, che però riempiono la vita e aiutano a vivere meglio. Se è così, forse tanto inutili non saranno...

10 thoughts on “Meteore musicali: i New Radicals

  1. Gregg Alexander il successo ha continuato ad averlo nel mondo del cinema, ma lì ha un ruolo “dietro le quinte” (compone le colonne sonore), e quindi non deve fronteggiare alcuno stress. Due anni fa è stato perfino candidato all’Oscar: data la sua scarsissima voglia di stare sotto i riflettori, chissà se la cosa gli avrà fatto piacere o lo avrà fatto cagare addosso. 🙂

  2. È vero il loro singolo di successo era proprio un tormentone…Forse perché costruito attorno ad una ripetitiva melodia? Cmq non mi mancheranno di certo forse anche a causa delle hit radio che ascoltavo all’epoca. Bravo Luca

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