MTV Unplugged in New York, il testamento dei Nirvana

MTV Unplugged in New York, il testamento dei Nirvana

02/11/2018 6 Di Luca Divelti

MTV Unplugged in New York è stato il malinconico capolavoro acustico della band di Seattle.

Il 18 novembre 1993 avrebbe dovuto andare in scena l’MTV Unplugged in New York dei Nirvana, ma Kurt Cobain non se la sentiva proprio di salire sul palco e affrontare il pubblico quella sera.

A preoccuparlo era l’atmosfera intima dello show, che prevedeva brani spogliati dalla consueta veste elettrica: come avrebbero reagito i fan a questa nuova veste?

I problemi di Cobain

La produzione di MTV si accorse dei timori del cantante e si attivò per mettere Cobain a proprio agio.

Su sua richiesta riservarono i posti in prima fila ai collaboratori più stretti di Kurt, che poteva così contare sul loro incitamento diretto.

MTV si trovò a gestire anche i problemi di droga del cantante.

Cobain faceva da tempo uso di stupefacenti e il giorno dello show si presentò in crisi di astinenza.

La produzione, sperando bastasse, gli procurò del Valium, ma di fronte al rischio di registrare l’unplugged con Cobain in uno stato pietoso, acconsentì all’entourage dei Nirvana di trovargli l’eroina.

Alla fine fu lo stesso cantante ad attivarsi per ricevere ciò di cui necessitava, riuscendo a recuperare in tempo per la registrazione del concerto.

La scaletta e gli ospiti

Oltre ai problemi personali del leader dei Nirvana, MTV si trovò anche a dover gestire quelli della scaletta delle canzoni.

All’MTV Unplugged si registravano in versione acustica i brani più celebri dell’artista ospite e questa era una consuetudine fin dalla nascita del format nel 1989.

I Nirvana si opposero a questa regola non scritta e proposero all’emittente una serie di brani in cui erano assenti molte delle loro hit.

Se sull’eroina potevano anche chiudere un occhio (se non due), i responsabili dello show si opposero fortemente alla presenza di addirittura sei cover tra le canzoni proposte.

Oltre a tre brani dei Meat Puppets, uno dei Vaselines e un tradizionale folk statunitense, Cobain inserì anche un sentito omaggio a David Bowie con The Man Who Sold The World.

La rumorosa assenza di Smell Like Ten Spirits e di Lithium portò allo scontro tra le parti, con MTV che sognava di poter registrare l’ennesimo Greatest Hits acustico e i Nirvana che desideravano invece avere piena libertà creativa.

Anche la scelta di avere come ospiti i Meat Puppets nell’esecuzione dei loro brani turbò non poco l’atmosfera.

La produzione sperava che i Nirvana portassero con loro musicisti con un pedigree commerciale di ben altro livello, ma nulla poté di fronte al muro eretto da Cobain, che vinse su tutta la linea.

Lo show

Dopo aver messo a tacere l’ansia con l’eroina e la produzione con la minaccia di far saltare il concerto, Cobain si presentò di fronte al pubblico di New York con i fidi Grohl e Novoselic.

Mtv unplugged in New York

Circondati da gigli bianchi illuminati da candele scure (scenografia voluta fortemente da Kurt) i Nirvana misero in scena uno dei migliori MTV Unplugged di sempre.

Ad accompagnare i portabandiera del Grunge c’erano la violoncellista Lori Goldston e il futuro chitarrista dei Foo Fighters Pat Smear.

Probabilmente gran parte del pubblico si aspettava l’esecuzione dei successi del gruppo, ma le scelte fatte da Cobain e compagni non delusero.

About A Girl e soprattutto Come As You Are furono eseguite a testa bassa, quasi a volersele togliere di torno per rompere il ghiaccio.

Toccò poi a Jesus Want Me For A Sunbeam dei Vaselines, che cedette il posto a The Man Who Sold The World.

Il brano di Bowie rivisse in una versione più scarna e dimessa, ma assolutamente affascinante: Cobain si impossessò della canzone e le donò tutta la propria sofferenza.

Dalla sommessa rassegnazione di The Man Who Sold The World si passò a Pennyroyal Tea, che Kurt suonò da solo, trasmettendo in ogni piccola imperfezione tutta la sua fragilità.

Kurt sembrò liberarsi per un attimo dei suoi demoni e MTV Unplugged in New York iniziò ad apparire in discesa.

Seguirono Dumb, Polly, On Plain e Something In The Way, che anticiparono la sezione dedicata ai Meat Puppets, in cui Cobain si dimostrò ancora una volta un egregio interprete.

Prima del gran finale ci fu tempo per una stupenda e sentita All Apologies.

Where Did You Sleep Last Night fu lo struggente congedo della band da questo sofferto e straordinario concerto, in cui Cobain impresse ancora una volta il proprio marchio indelebile nella storia del rock.

Il testamento dei Nirvana

Quella sera Cobain si mise a nudo a pochi mesi dal suicidio e per questo l’MTV Unplugged in New York è ricordato come il testamento dei Nirvana.

L’album tratto dal concerto sarà pubblicato nel novembre del 1994, venderà molto di più di In Utero e l’intensità dell’esibizione segnerà per sempre il format televisivo dell’emittente musicale.

Agli assistenti che gli chiesero spiegazioni per la scenografia con gigli bianchi e candele nere, così sinistramente simile a un funerale, Cobain rispose che era esattamente l’atmosfera che desiderava.

Il 5 aprile del 1994 il corpo del musicista venne ritrovato senza vita nella serra della sua casa.

Dopo la sua morte MTV manderà continuamente in onda l’MTV Unplugged in New York, costringendo gli spettatori a porsi più di una domanda su quegli addobbi funebri e sul loro significato.

Il successo dell’Unplugged toccherà indirettamente anche Bowie.

Un divertito Duca Bianco racconterà di aver ricevuto spesso le congratulazioni dei fan più giovani per aver onorato la memoria di Cobain suonando una “sua” canzone nei concerti.

L’Mtv Unplugged dei Nirvana è stato anche questo.

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