Ok Computer OknotOk 1997 2017

La ristampa con inediti del capolavoro dei Radiohead

A vent’anni dall’uscita di uno dei dischi più rappresentativi degli anni 90, Thom Yorke e compagni celebrano la loro opera più conosciuta con un’edizione deluxe rimasterizzata con inediti.

Ok Computer, nel lontano 1997, aveva avuto il merito di far gridare al miracolo la critica e di rendere commerciale una della band meno adatte al termine, predisposta semmai a scegliere l’opzione peggiore e tortuosa per la propria promozione. Dopo The Bends (che li rivelò al mondo) non si pensava che i Radiohead potessero raggiungere simili vette artistiche, riuscendo a fondere sonorità e malinconia dentro un flusso così avvolgente e poetico da lasciare storditi.

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I Radiohead nel 1997

E pensare che prima dell’uscita dell’album i Radiohead venivano considerati come la tipica band brit-pop (collocazione che loro non hanno mai gradito), brava, per carità, ma capace di sfornare al massimo solo una hit (Creep) e poi vivere di rendita fino allo scioglimento…

L’anno precedente la realizzazione di Ok Computer il gruppo visse il traumatico tour da spalla di Alanis Morissette, che li vide suonare parte dei nuovi pezzi destinati al lavoro successivo sommersi o dal silenzio (quando andava bene) o dalla disapprovazione del pubblico. Invece di demordere, Yorke e soci si concentrarono ulteriormente sulla produzione dei loro brani, affidandosi a Nigel Godrich, che li aiutò a rendere quelle canzoni immortali.

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Ok Computer nacque come emblema dell’alienazione e del rifiuto del gruppo di approdare allo status di rockband tradizionale, non accettando le convenzioni imperanti dello show business, che delineano il percorso da compiere per ogni artista. I Radiohead scelsero di fare a modo loro mescolando chitarre distorte, dolci e sognanti note di pianoforte, spunti progressive e densa elettronica, ottenendo qualcosa di inaudito e splendido.

Exit Music (For A Film), Karma Police, Let Down, No Surprises, Lucky e Paranoid Android hanno bisogno di ben poche presentazioni, mentre qualcosa bisogna dire delle undici tracce contenute nel secondo disco.

La maggior parte di esse sono conosciute dai fans, poiché sono le b-sides (Lull e How I Made Millions) allegate ai singoli dell’epoca e all’EP Airbag/How Am I Driving (Meeting In The Aisle, Melatonin, A Reminder, Polyethylene (Parts 1 & 2), Pearly e Palo Alto). Se le prime due potevano stare alla fine sulla tracklist originale del disco (più Lull che How I Made Millions), le altre canzoni risultano meno all’altezza dell’album e appaiono più che altro come esperimenti e approcci a qualcosa di più estremo, che comunque ascolteremo nei successivi Kid A e Amnesiac.

I tre inediti, invece, sono il notevole valore aggiunto a questa edizione di Ok Computer. I Promise fu suonata durante l’infausto Jagged Little Pill Tour del 1996 e non trovò collocazione nell’album, venendo considerata per l’inclusione in un lavoro successivo: ballata acustica e sognante con incursioni di archi e mellotron, non avrebbe affatto sfigurato nell’edizione originale.

Man Of War non appartiene alle sessioni di Ok Computer (fu incisa nel 1998 e messa da parte), ma ne richiama lo spirito disturbante, con chitarre che fendono il cantato di Yorke e la rendono minacciosa come Karma Police.

Lift non venne inclusa su Ok Computer perché i membri della band la sentivano troppo simile allo stile della Morissette (il trauma evidentemente non era facilmente superabile) e forse anche perché era quello che la EMI voleva da loro: una seconda High And Dry che avrebbe reso i Radiohead più appetibili commercialmente (orrore) e li avrebbe visti sfornare un’altra hit (perché Lift lo è potenzialmente).

Tra le varie ristampe che spesso vengono confezionate solo per giustificare ancora l’esistenza del mercato discografico (che ormai vive solo di catalogo e di poche star affermate) Ok Computer OknotOk 1997 2017 luccica come poche.

Anzi splende di una luce inquietante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Luca Divelti

Scrivo di musica, film, sport, fumetti e di tante cose ritenute a volte inutili, che però riempiono la vita e aiutano a vivere meglio. Se è così, forse tanto inutili non saranno...

4 thoughts on “Ok Computer OknotOk 1997 2017

  1. E’ uno dei dischi (non di Springsteen) che amo di più.
    L’ultimo anno di Liceo lo ascoltavo di continuo. A tutt’ora considero il video di No surprise uno dei più belli e geniali mai realizzati.

    Nota a margine: per caso sei riuscito a trovare i biglietti per il concerto che terranno allo Sferisterio di Macerata? Purtroppo quando mi sono collegato erano già terminati 🙁

  2. Caro Luca prendo nota ero dubbioso ma ora dopo il tuo post mi pare che dovrei recuperare… ovviamente ho l’album OK… mi fece impazzire Paranoid… i cambi tempi della canzone.

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