Sexual Healing

Sexual Healing, l’ultima hit di Marvin Gaye

L’ultimo grande successo del Signore del soul

Sexual Healing fu scritta a Ostenda, affacciata sul Mare del Nord lungo le coste del Belgio: lì Marvin Gaye stava provando a ritrovare un equilibrio e a rimettere insieme i pezzi della sua vita e della sua carriera, segnate non solo da grandi successi e riconoscimenti, ma anche dalla tossicodipendenza, dalla depressione e dalla solitudine.

Dopo le delusioni, i matrimoni deragliati e numerosi problemi finanziari degli anni 70, il cantante aveva iniziato il nuovo decennio lontano dai fasti che avevano contraddistinto la maggior parte della sua carriera, rifugiandosi proprio nella città portuale.

Una nuova occasione

L’ennesimo furioso litigio con la Motown, con cui i rapporti erano sempre stati burrascosi, lo allontanò definitivamente dalla sua storica casa discografica, portandolo a stipulare nel 1982 un accordo con la Columbia.

Gli anticipi erogati dal suo nuovo editore portarono un pò di sollievo alle sue esauste casse, ma la necessità di racimolare ulteriori fondi portò Gaye all’idea di scrivere un’autobiografia. Decise di farsi aiutare da David Ritz, uno scrittore conosciuto anni prima, che lo raggiunse nelle Fiandre Occidentali e non si fece sfuggire lo stato di  difficoltà di quello che era stato il Signore del Soul.

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Marvin Gaye nel 1980

Durante un loro incontro nell’appartamento di Ostenda, Ritz non potè fare a meno di notare anche la notevole collezione di fumetti pornografici di Gaye: il cantante non si fece particolari problemi e mostrò con orgoglio all’amico quella che era da tempo una sua grande “passione”.

Quando Ritz, tra una battuta e l’altra, gli fece notare che la pornografia era l’ennesima dipendenza di una vita di eccessi e che forse gli sarebbe servita una “sexual healing” per guarire, Gaye si bloccò: una “cura sessuale” non sarebbe stata male come tema per una canzone.

L’autobiografia venne momentaneamente accantonata e Ritz fu dirottato e coinvolto dal cantante nella scrittura di Sexual Healing, che venne completata in pochi giorni: Gaye sentiva che il brano era potenzialmente una hit e non perse tempo per inciderlo nella vicina Odessa e consegnarlo alla Columbia.

Il successo di Sexual Healing

Sexual Healing continuava la florida tradizione di canzoni sexy che avevano contraddistinto i maggiori successi di Gaye, che si trovò però spesso in conflitto con questi brani: l’ex stella della Motown era figlio di un pastore e le tematiche esplicite affrontate in canzoni come Let’s Get It On stridevano con la rigida educazione che gli era stata impartita e che venne anche considerata una delle cause per la sua depressione.

Quando uscì Sexual Healing fu subito un trionfo, conquistando la vetta delle classifiche negli Stati Uniti e in Inghilterra, permettendo così a Midnight Love, l’album che la conteneva, di trasformarsi nell’ennesimo successo per Marvin Gaye. Il cantante lasciò così il Belgio e fece ritorno a casa, ma non riuscì a lasciarsi alle spalle i suoi problemi.

Sexual Healing
la copertina di Midnight Love

Nell’euforia del momento Gaye si “dimenticò” però di accreditare Ritz come co-autore di Sexual Healing: lo scrittore non la prese benissimo e portò in tribunale l’ormai  ex-amico, che si rifiutò fermamente di riconoscerne la collaborazione. Intanto la droga si era di nuovo riaffacciata pesantemente nella vita del musicista, portandolo a un’instabilità mentale preoccupante e a dover chiedere rifugio ai suoi genitori.

Senza lieto fine

Lì si consumarono gli ultimi mesi della sua vita, scanditi dalla costante paura di essere ucciso e dal desiderio di farla finita. Sempre meno lucido e ormai allo sbando, Gaye riversò la sua frustrazione sul padre, figura a cui forse attribuiva molti dei suoi problemi personali: il primo aprile 1984 il loro ennesimo litigio degenerò con due colpi, che partirono dalla pistola del genitore e portarono alla fine di uno dei più brillanti artisti soul di sempre.

Dopo la morte di Gaye, Ritz ottenne il riconoscimento come co-autore di Sexual Healingdovendo scriverne la biografia, l’autore registrava ogni momento con il cantante, compresi quelli in cui venne concepita la canzone. Ma il brano, che poteva essere la grande occasione di mettersi alle spalle un periodo difficile, finì per essere ricordato come l’ultima hit di Marvin Gaye.

Il lieto fine a questa storia non ci sarebbe stato: il musicista non riuscì mai a trovare una cura ai suoi demoni, che alla fine, dopo un inseguimento lungo anni, lo divorarono e lo portarono via (assieme alle pallottole) il giorno prima del suo quarantacinquesimo compleanno.

 

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Luca Divelti

Scrivo di musica, film, sport, fumetti e di tante cose ritenute a volte inutili, che però riempiono la vita e aiutano a vivere meglio. Se è così, forse tanto inutili non saranno...

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