“Soletta me ne andavo…”

Quando una canzone ti ricorda una persona cara.

“Soletta me ne andavo, nei prati passeggiando.

All’improvviso, incanto, lì vidi un bel pastor.

Egli mi domandava “perché mi vieni appresso?”

Io gli risposi “adesso, figlio dammi il tuo cuor”.

“Il mio cuor non posso darvelo, perché non so chi siete,

anche voi un cuore avete e quello vi può bastar.”

Il 14 aprile è l’anniversario della morte di mio nonno e questa era la canzone che amava cantare a figlie e nipoti: un motivo che intonava sua madre e di cui ormai ricordo solo qualche stralcio. L’ho ascoltata per anni, ritenendola (colpevolmente) scontata, come sempre avviene quando la quotidianità ti illude che certe cose non abbiano mai fine. E quando riemerge nella mia mente mi riporta inevitabilmente a lui.

Mi manca come può mancare la figura maschile che ti ha praticamente cresciuto, prendendosi assieme a mia nonna la responsabilità di un bambino che aveva i suoi genitori costretti a pensare ad altro. La sua risata, la sua bonarietà, la sua semplicità hanno segnato tutte le mie età.

Da bambino era la mano che mi accompagnava al parco e mi faceva giocare, da ragazzo era il sorriso divertito di quando mi batteva a carte, da uomo era la complicità in tanti gesti, frasi e riti consolidati negli anni. Passava molto tempo appollaiato sulla finestra che dava sulla strada, guardando e commentando il traffico che gli passava sotto, buttando là ogni tanto qualche commento sarcastico dei suoi.

E da quella finestra è nata ‘Sse cose porta male, la commedia a lui dedicata, che ha debuttato nel 2016 a teatro.

ssecoseportamale

Realizzata assieme alla Compagnia Teatrale Arte Rubetana, è’ una piccola storia che si barcamena su un tema universale, quello dell’ultimo viaggio e di come si cerca di affrontarlo senza rinunciare a essere noi stessi e a ridere di fronte all’inevitabile. Devo tanto a lui se oggi sono come sono. Spero che da dove si affaccia ora mi butti un occhio ogni tanto e non sia troppo severo per come guido la mia vita sotto la sua nuova finestra. Forse allargherà il suo sorriso e cercherà un mazzo di carte per il suo ennesimo solitario: poi intonerà quella vecchia canzonetta di cui ricordo solo qualche parola.

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Luca Divelti

Scrivo di musica, film, sport, fumetti e di tante cose ritenute a volte inutili, che però riempiono la vita e aiutano a vivere meglio. Se è così, forse tanto inutili non saranno...

22 thoughts on ““Soletta me ne andavo…”

  1. Che bello questo ricordo di tuo nonno… mi fa venire una nostalgia… Anch’io ho ricordi tenerissimi del mio, come quando portava me e mia sorella all’asilo con lo slittino perchè aveva nevicato e non voleva farci bagnare i piedi. Lui che era un tipo un po’ burbero ma non ha mai alzato la voce con noi, che eravamo due pesti. Tuo nonno sarebbe orgoglioso di te, Luca!

    1. Essendo scritta in marchigiano/maceratese non so quanto potresti capirci😁. Però se un giorno la pubblicassi su YouTube metteró certamente il link su Rock’N’Blog. Grazie a te di passare da queste parti😉

  2. Mi hai fatto pensare al mio nonno Settimo…. non c’è più ma…
    Voglio credere che continui a guardarmi da lontano pronto a correre quando, pasticciona e curiosa come non mia, cado e mi sbuccio un ginocchio. Grazie, di cuore.

  3. Guarda, mi hai commosso e tanto, e quell’immagine mi ha scatenato una tenerezza senza limiti.
    Lui ti guarda dalla finestra e tu gli rispondi con il cuore.Gli dai una seconda eternità imprimendo nel mondo quella finestra, con il lavoro teatrale e con l’aver condiviso con noi questa parte, bellissima, della tua vita.

    1. Grazie 1000. Tutto quello che mi sono prefissato è stato celebrare lui (e tanti come lui) che anche se costretti dagli eventi ad affrontare tragedie come la guerra, la povertà e la ricostruzione di questo paese, non si sono mai fatti abbattere, ma sono andati avanti anche con il sorriso sulla bocca. Non sono sicuro che la mia generazione sarebbe stata in grado di fare lo stesso.

  4. Qualcuno ha detto che viviamo fino a che qualcuno si ricorda di noi. Grazie a te, una persona che ha avuto e ancora ha tanta parte nella tua vita, verrà ricordato da molti.

  5. Complimenti al nonno per la persona che sei. Ho sorriso quando ho letto che ci prendeva gusto a batterti a carte 🙂
    “Sse cose porta male” = Queste cose portano male?

  6. Quante emozioni nei ricordi, e a leggere i tuoi la nostalgia è ancora più grande! Grazie Luca….

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