Tutti i costumi di Capitan America (3ª puntata)

Un ultimo sguardo sulle divise del Super soldato americano per eccellenza.

Nel primo film di Capitan America del 2011, Steve Rogers indossa varie tute. Tra queste  vi è questa, che si rifà al costume originale di Jack Kirby (autore dell’immagine di copertina, mentre le altre illustrazioni sono ad opera di Kate Willaert)

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Sempre nel primo film della serie, Rogers indossa un’uniforme che si rifà a quella realizzata nella prima apparizione del personaggio nell’universo Ultimate.

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Ultima divisa ad essere utilizzata da parte del personaggio ne Il primo Vendicatore.  Disegnata dal padre di Tony Stark, Howard, è anch’essa un adattamento del costume del Capitano in versione Ultimate.

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Nel 2012 esce nei Cinema The Avengers e al riesumato Capitano viene affidato un costume aggiornato e più patriottico di quello usato nella Seconda Guerra Mondiale.

Captain-America-2012

Nel secondo film sul Capitano, The Winter Soldier del 2014, appare una versione stealth della sua tuta tradizionale.

Captain-America-2014

Sempre nello stesso film, Steve Rogers utilizza una diversa versione della sua uniforme dei tempi della guerra.

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Nel mondo dei fumetti, intanto, Steve Rogers cede i diritti sul suo alter-ego a Falcon, che diventa il nuovo Capitan America nel 2014. Il nuovo costume mescola i tratti salienti dei due personaggi.

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Su Avengers: Age Of Ultron del 2015, il Capitano ottiene una nuova divisa da Tony Stark, che gli permette di richiamare lo scudo una volta lanciato.

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Una nuova versione del Capitano appare nei fumetti nel 2016, con un costume completamente ridisegnato.

Captain-America-2016

Infine su Capitan America Civil War del 2016 è la volta di un nuovo costume che appare leggermente più sobrio rispetto a quello utilizzato su Age Of Ultron.

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Luca Divelti

Appassionato di musica, film, sport, fumetti e di tante cose ritenute a volte inutili, che però riempiono la vita e aiutano a vivere meglio. Se è così, forse tanto inutili non saranno...

6 thoughts on “Tutti i costumi di Capitan America (3ª puntata)

  1. Il penultimo Cap, quello coperto di taschini come un albero di Natale, mi ha fatto venire una nostalgia pazzesca: anche se quel costume risale all’anno scorso, i taschini a go – go sono un tratto distintivo dei fumetti anni 90, ed è proprio in quel periodo che ho cominciato a leggerli. A detta di quasi tutti gli appassionati di fumetti supereroistici quello è stato il decennio peggiore di sempre; io invece lo ritengo molto sottovalutato.
    Più precisamente i personaggi stracolmi di taschini erano un trademark di uno dei disegnatori più contestati ma anche più iconici degli anni 90, Rob Liefeld, che considero un uomo molto sfortunato. Lo definisco così perché ha iniziato a fare fumetti dopo Frank Miller e Alan Moore, quando il fumetto era diventata “una cosa seria.” Oggi i lettori sono esigenti, vogliono sceneggiature di ferro e disegni impeccabili: lui invece è uno che disegna come gli viene e scrive le storie senza stare a pensarci troppo su, e quindi è inevitabile che faccia imbufalire la maggior parte dei lettori.
    C’è anche un altro fattore che lo ha fortemente azzoppato, e che adesso cerco di spiegare.
    Negli anni 90 esplose la moda dei film d’azione: i fumetti dell’epoca ne furono fortemente influenzati, perché molti supereroi cominciarono a mostrare un’espressione perennemente incazzata ad essere equipaggiati con armi grosse quasi quanto loro, esattamente come Stallone e Schwarzenegger. Rob Liefeld è stato un disegnatore simbolo di quest’epoca: il problema è che poi il fumetto ha voltato pagina e lui è rimasto sempre lo stesso, continuando a disegnare personaggi con facce incazzate, denti digrignati, armi gigantesche e taschini da tutte le parti. Risultato: adesso non lo legge più nessuno, se non qualche nostalgico che vedendo i suoi disegni tamarri si sente tornar bambino. Qualche nostalgico tipo me. 🙂

    1. Liefeld mi piaceva all’inizio, poi appunto la moda del taschinismo eccessivo e la predilezione X tratti più puliti me lo hanno fatto scendere nelle preferenze.

      1. A me invece i disegnatori dal tratto pulito e classico piacciono il giusto: preferisco quelli dalla matita originale e caratteristica, gente come Jeff Matsuda, Francisco Herrera e Joe Madureira. Quest’ultimo tra l’altro è stato palesemente ispirato dallo stile di Liefeld, come puoi vedere da questo disegno: https://www.google.it/search?q=melvin+rubi&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiF86Xfm7_TAhXDyRoKHQ6IDBYQ_AUIBigB&biw=1366&bih=638#tbm=isch&q=joe+madureira&imgrc=hAAUz-BnFxZmvM:.
        Adesso Liefeld sta provando per l’ennesima volta a rilanciare Youngblood: come puoi vedere, ha una rara cocciutaggine nel non voler capire che gli anni 90 sono finiti. Ma io gli voglio bene proprio per questo, perché gli anni 90 sono quelli in cui ho iniziato a leggere fumetti, e quindi qualsiasi albo che me li faccia rivivere è ben accetto. 🙂 Buon 25 Aprile, e a presto! 🙂

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