Vite spezzate dopo il sogno di una serie TV

Vite spezzate dopo il sogno di una serie TV

24/04/2017 20 Di Luca Divelti

Il mondo dello spettacolo ha spesso illuso con le sue luci brillanti e seducenti tanti giovani attori, che una volta chiuso il sipario e spenta la telecamera non sono stati capaci di affrontare il mondo reale, restando soli con le loro vite spezzate.

Non sono poche, infatti, le stelle del firmamento televisivo che hanno raggiunto la popolarità da giovanissime e poi si sono perse per strada, spesso incapaci di riciclarsi o solamente di accettare che una fase della loro vita fosse terminata, cadendo in un vortice spesso autodistruttivo.

Erin Moran

Erin Moran era diventata famosa negli anni 70 e 80 con il ruolo di Joanie Cunningham, la Sottiletta di Happy Days, ma una volta terminata la serie tv non era riuscita a far proseguire la sua carriera su binari decenti.

vite spezzate

Jenny & Chachi, lo spin- off del 1982 della serie con Fonzie, che la vedeva protagonista assieme al suo compagno dell’epoca Scott Baio, era stato chiuso dopo sole due stagioni e il suo personaggio fu reinserito in fretta e furia per il congedo dell’ultima stagione di Happy Days. In seguito i suoi impegni non si rivelarono all’altezza delle aspettative, costringendola a piccole parti in show via via sempre minori e ininfluenti per un eventuale rilancio.

Già all’epoca di Happy Days sembra abusasse di droga e alcool, pratica che si intensificò con il declino della sua carriera: a questa venne associata anche una particolare predilezione per il gioco d’azzardo, che la portò a perdere tutti i suoi averi nel 2010 e a vivere in una situazione d’indigenza estrema fino alla sua morte a soli 56 anni.

Adam Rich

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Un’altra delle vite spezzate dall’illusione della celebrità è quella di Adam Rich, il Nicolas de La famiglia Bradford, famosissima serie degli anni 70. Dopo il successo da bambino, l’attore non seppe trovare la sua strada al di fuori della Tv, finendo anche lui nel tunnel delle droghe e rischiando nel 1989 di morire per overdose. Nel 1991 venne anche arrestato per una rapina in una farmacia. Dick Van Patten, suo padre in Tv, si spese a lungo cercando di aiutarlo a rifarsi una vita.

Jaime Foxworth

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Tra le vite spezzate nell’inseguimento della notorietà, quella di Jaimee Foxworth è una delle più devastate. Protagonista della fortunata sit-com degli anni 90 Otto sotto un tetto nel ruolo di Judy (la più piccola della famiglia Winslow), vide il suo personaggio cancellato dalla quarta serie, dopo le eccessive richieste di un aumento degli emolumenti da parte di sua madre alla produzione. Jaimee cadde in depressione dopo l’esclusione dalla serie (che andò avanti senza più menzionarla), finendo preda di droghe e alcool. Tra il 2000 e il 2002, provando a sfruttare la residua celebrità di cui disponeva, si riciclò come attrice porno, aggravando ulteriormente la sua dipendenza. Per fortuna, dopo la nascita di suo figlio, riuscì a tornare sobria e a uscire dall’incubo che la sua vita era diventata.

Gary Coleman, Todd Bridges, Dana Plato

Ma la serie che annovera più casi di giovani attori dalle vite spezzate e che hanno trovato difficoltà dopo la fine della loro esperienza televisiva è Il mio amico Arnold.

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Gary Coleman, il piccolo protagonista Arnold, una volta terminata l’esperienza di Different Strokes (il nome originale della sit-com) nel 1986, trovò serie difficoltà nel riprendere il filo della sua carriera, finendo in bancarotta nel 1999 per le continue spese mediche a cui la nefrite lo costringeva e per la cattiva gestione dei suoi guadagni da parte dei genitori. Nel 2005 si riciclò guardia giurata e nel 2010 morì in un incidente casalingo.

Todd Bridges, dopo aver passato i suoi primi anni recitando e facendo pubblicità, trovò la popolarità come Willis, il fratello maggiore di Arnold. Durante la fine della sit-com iniziò la sua dipendenza da droghe e alcool, finendo per venire estromesso dal mondo della televisione a metà anni 80. Nel 1988, dopo aver rischiato di morire per overdose, finì anche in carcere per tentato omicidio, venendo poi prosciolto dalle accuse a suo carico. Venne nuovamente arrestato nel 1993 per droga, ma per sua fortuna sul finire degli anni 90 riuscì a liberarsi dalle dipendenze.

La più sfortunata dei tre giovani protagonisti è Dana Plato. Abituata al mondo dello spettacolo fin da quando aveva 7 anni, grazie a varie esperienze in Tv e pubblicità, divenne famosa dopo l’ingresso nel cast di Different Strokes come Kimberly. Nella sesta stagione il suo ruolo fu fortemente ridotto e in seguito quasi rimosso dopo che rimase incinta a soli sedici anni. La produzione (che già non vedeva di buon occhio l’abuso di alcool e droghe dell’attrice) trovò che la gravidanza della giovane non fosse adatta al pubblico di riferimento e non tardò a disfarsi di Kimberly senza grandi spiegazioni, limitandosi a farla riapparire di tanto in tanto.

Intanto si sposò e tentò di costruirsi una carriera al di fuori de Il mio amico Arnold, senza sostanziale successo. La dipendenza da antidepressivi, alcool e droga che accumulò nel tempo (dovuti anche alla perdita della custodia del figlio dopo la fine del matrimonio e la perdita di gran parte del patrimonio) non le permisero di impostare la sua carriera come forse desiderava.

Provò a rilanciarsi come attrice soft-core (posando anche per PlayBoy), ma poi finì per lavorare in una lavanderia, partecipando in seguito a una rapina a mano armata che le costò il carcere. La sua triste storia ha trovato un epilogo nel 1999, quando morì in seguito a un overdose di droghe e antidepressivi in semi povertà. Ma come spesso capita, le disgrazie di un genitore cadono anche in sorte ai figli. Nel 2010 suo figlio Tyler Lambert si suicidò sparandosi con un fucile, attribuendosi a quanto pare la colpa della travagliata esistenza della madre.

Le vite spezzate e a volte irrimediabilmente compromesse di queste persone indicano quanto la popolarità possa essere non solo effimera, ma a volte anche dannosa, se gestita male. Se per noi comuni mortali il fallimento è spesso considerato difficile da affrontare, per chi non ha conosciuto e cercato che quello, la caduta è insopportabile.

E a volte il paracadute non si apre neanche.