Otto musicisti sopravvissuti alle droghe

Otto musicisti sopravvissuti alle droghe

02/08/2017 23 Di Luca Divelti

 

Alcuni esempi di musicisti sopravvissuti alle droghe, che sono ancora in giro nonostante una ricreazione quasi infinita.

Non è facile essere un artista di successo e vedere girare droghe di ogni tipo in ogni momento della giornata: le tentazioni sono troppo forti e pochi riescono a dire di no.

Le droghe sono state sempre viste come un momento di ricreazione o come un additivo per aumentare il processo di creatività e molti degli eroi del rock hanno incontrato una fine prematura proprio a causa dell’abuso di sostanze.

Per fortuna non tutti sono stati risucchiati dal gorgo della dipendenza e proprio di alcuni di loro parleremo oggi.

Dave Gahan

L’incubo tossico di Dave Gahan culmino’ nel 1996, quando il cantante dei Depeche Mode finì in overdose di speedball, eroina e cocaina (non voleva farsi mancare nulla, evidentemente) e il suo cuore si fermo’ per circa due minuti.

Ripresosi, decise di cambiare vita e racconto’ in seguito che, mentre si sentiva scivolare verso l’oscurità, sentì un’altra forza che lo riprese e lo sottrasse alla morte: questo episodio era il culmine  di anni di abusi di droghe, a cui si doveva aggiungere un matrimonio fallito e un tentativo di suicidio l’anno precedente.

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John Frusciante

John Frusciante arrivo’ veramente vicino a un punto di non ritorno: l’ex chitarrista dei Red Hot Chili Peppers entro’ nella formazione nel 1988 per sostituire Hillel Slovak (morto per overdose di eroina lo stesso anno), ma per sopportare lo stress dello strepitoso successo della band nei primi anni 90 si avvicino’ sempre più alle droghe, fino a venirne risucchiato quando abbandono’ il gruppo.

La depressione e le otto overdose a cui andò incontro in quel periodo gli fecero capire che doveva fare qualcosa per evitare una fine prematura, convincendolo a entrare in rehab, per poi riprendere in mano la sua carriera ancora assieme a Kiedis e soci.

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Stevie Nicks

Ma pochi reggono il confronto con ciò che fece una come Stevie Nicks: la cantante dei Fleetwood Mac si dedico’ a lungo alle droghe, diventando dipendente da cocaina, psicofarmaci e alcol.

Soprattutto la cocaina divenne la sua più intima e assidua confidente per nove anni (una delle leggende più sussurrate nel rock narra che Stevie fosse arrivata ad assumere la cocaina persino da orifizi tutt’altro che nobili), per cui arrivo’ a spendere in tutto circa un milione di dollari prima di capire che era arrivato il momento di fermarsi.

Fu un medico a convincerla, mettendola di fronte ai danni irreversibili a cui andava incontro e terrorizzandola sulla probabile caduta del naso, che già presentava segni di cedimento strutturale.

Per battere la sua dipendenza, Stevie Nicks assunse per anni il Klonopin, un medicinale che la rese a sua volta dipendente e che la costrinse a una nuova lotta per affrancarsene.

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Joe Walsh

Tra i tanti suoi amori, quello che condivise maggiormente con lei l’abuso di droghe fu Joe Walsh, chitarrista degli Eagles.

La vita dissoluta di Walsh era celeberrima fin dagli anni 70.

La sua relazione con le droghe degenero’ nel tempo e lo porto’ negli anni 80 a diventare un relitto sempre sul punto di autodistruggersi.

La causa fu la morte di sua figlia Emma, di soli tre anni, in seguito a un incidente stradale.

Il suo rapporto con la Nicks fu interrotto in uno dei rari momenti di lucidità, quando Joe capì che vivere accanto a lei lo avrebbe ucciso.

La sua rinascita avvenne negli anni 90, dopo la reunion degli Eagles.

Glenn Frey e Don Henley pretesero massima sobrietà da parte di tutti i componenti, costringendo Walsh a entrare in una clinica per disintossicarsi.

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Eric Clapton

Un altro artista che è stato pesantemente compromesso dall’uso delle droghe è Eric Clapton.

Negli anni 80, nel pieno della sua stagione più viziosa, sembra spendesse fino a 15.000 dollari a settimana in alcol e droghe varie.

La nascita di Conor (il figlio nato dalla relazione con Lory Del Santo) nel 1987 lo porto’ a cambiare vita e  essere sobrio.

La prematura e sconvolgente morte del bambino (precipitato nel vuoto dal grattacielo dove risiedeva con la madre) rischio’ di riportarlo agli antichi vizi.

A differenza di Walsh, Slow-hand trovo’ nella tragedia la forza di allontanarsi definitivamente dalle droghe, decidendo di non deludere la memoria di Conor.

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Nikki Sixx

Nikki Sixx dei Motley Crue è uno di quelli a cui si associa facilmente l’immagine dell’artista dedito a svaghi di ogni tipo.

Il bassista ha vissuto un festino infinito per gran parte del periodo d’oro della band, fino al momento in cui ha capito di doversi ripulire.

L’episodio più famoso è l’overdose del 1987, quando venne ripreso all’ultimo momento dai medici, che lo stavano per dichiarare morto.

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Ozzy Osbourne

Ci avviciniamo poi a due veri e propri sopravvissuti.

Il primo è Ozzy Osbourne, che si è dedicato per decenni a qualunque tipo di droga, finendo spesso in centri di riabilitazione.

Dalle anfetamine al valium, dai tranquillanti ai barbiturici, dagli acidi alla marijuana, dalla cocaina all’eroina, Ozzy ha speso un patrimonio.

Il suo Genoma è stato sequenziato nel 2015: è emerso che i suoi geni hanno una tolleranza estrema alle droghe, permettendogli di sopravvivere alle sue attività ricreative.

Da qualche tempo ha eliminato l’uso di sostanze e sua moglie Sharon ha dichiarato che “se dovesse arrivare la fine del mondo sopravviverebbero solo gli scarafaggi, Ozzy e Keith Richards”.

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Keith Richards

E proprio il chitarrista dei Rolling Stones chiude questo lungo elenco di artisti dediti all’uso smodato di droghe.

Keith Richards ha vissuto una vita di eccessi leggendari, arrivando anche a sperimentare su sé stesso combinazioni diverse di sostanze.

Una volta dichiaro’ di non aver dormito per nove giorni: quando cedette finì contro mobile e si risveglio in una pozzanghera di sangue.

La sua unione con Anita Pallenberg non lo aiuto’ a restare sobrio e solo la fine della storia con la ex modella (oltre ai problemi legali che si erano accumulati nel tempo) gli diede modo di rallentare l’uso di droghe.

Alla fine quale è stata la cosa più strana che ha sniffato il buon Keef?

Suo padre, le cui ceneri gli passarono per il naso dopo essere cadute dall’urna che le conteneva.

Magari è una leggenda, ma del tutto credibile, se associata al personaggio.

E  poi, sì, probabilmente ha più probabilità di sopravvivere alla fine del mondo rispetto a molti scarafaggi che ho incontrato.

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