Nostalgia, Nostalgia Canaglia

“Di una strada, di un amico, di un bar.”

No, non c’entrano nulla Albano e gentile (ex) consorte. E’ solo che l’altra sera, mentre ero in auto, dalla radio è partita una canzone che ascoltavo spesso molti anni fa e allora mi si è innescata tutta una sequela di pensieri. Era una canzone che fin dalla prima nota era riemersa nella mia memoria e sembrava non se ne fosse mai andata, quasi come non avessi mai smesso di ascoltarla.

Anche se non è esattamente così.

Con un rapido calcolo non l’ascoltavo da venti anni. Il tempo del liceo, del latino, del greco (ciao Pantelis!), dell’americano (ciao Jim!) e di qualcun altro. Anni divertenti, assurdi, ridicoli e magnifici, pieni di colori e di storie, di sconfitte e qualche pareggio, ma soprattutto di amicizia. E’ incredibile l’effetto catartico che può causare qualche nota e un testo buttato lì, la nostalgia che emerge così forte da sentirne l’odore di assenza e la forza di ricordi che non si staccano, perché sempre vivi.

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“Luca, la Nostalgia scorre potente in te!”

Forse hai ragione Yoda: diciamo però che a volte è bello abbandonarsi ai ricordi piacevoli, spesso mitizzati dal tempo, anche se non non è questo il caso. Quegli anni erano belli anche in “diretta”: le risate, le confidenze, le serate, gli incontri, gli scontri, le puttanate, il tutto all’insegna della poca consapevolezza dei vent’anni e la molta voglia di vivere qualcosa. Assieme a grandi amici.

Quando ero lì, in mezzo a quel gruppo così eterogeneo, contraddittorio, ma stranamente funzionale, ero felice, perché per la prima volta nella mia vita mi sentivo al posto giusto al momento giusto, come un tassello importante e rilevante. Era come avere per partner di scorribande il Conte Mascetti e il Sassaroli, il Melandri e il Necchi, mentre io ero il Perozzi, quello che raccontava la storia, ascoltava gli altri e spesso non voleva tornare a casa. La cosa bella dei vent’anni è che sei abbastanza adulto per disporre di certi privilegi dell’età, senza però dover pagarne troppo il prezzo. Una via di mezzo che dura poco anche se provi ad estenderla all’infinito.

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come loro

Non avevo idea di cosa sarei stato a quarant’anni, un traguardo che mi appariva irraggiungibile nella sua infinita estensione temporale, anche perché a vent’anni non hai tempo di domandartelo. E se lo fai, poi rispondi a casaccio, tanto nessuno se lo ricorderà quando verrà il momento. Ti rendi conto solo dopo che i decenni sono composti da anni, mesi, settimane e giorni e che il cammino non è dritto e confortevole, ma pieno di buche, sconnesso e insidioso e il tempo delle scelte ti sorprende dietro l’angolo. Per quanto uno ci provi, non può non provare a non immaginare come sarebbe potuta andare la propria vita se avesse percorso altre direzioni. Magari sarebbe stato qualcun altro.

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“Ma poi, è proprio obbligatorio essere qualcuno?”

No, caro Conte, niente affatto. E’ che l’altra sera è andata così, con un sacco d’immagini e voci che mi sono arrivate addosso. Perché sarebbe bello poter rivedere quei ragazzi, parlarci e scherzare assieme a loro. E magari anche avvertirli di tante cose e preservarli dalle delusioni in cui comunque incorreranno quando saranno uomini.

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E dir loro quanto gli ho voluto bene.

Tutto questo mi è tornato in mente per caso, mentre la strada mi scorreva accanto e una canzone dimenticata rovistava nei miei cassetti. Quei ragazzi non torneranno più, ma gli uomini di oggi hanno ricordi bellissimi.

 

 

 

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Luca Divelti

Appassionato di musica, film, sport, fumetti e di tante cose ritenute a volte inutili, che però riempiono la vita e aiutano a vivere meglio. Se è così, forse tanto inutili non saranno...

14 thoughts on “Nostalgia, Nostalgia Canaglia

  1. quando alla radio danno we dont talk anymore di cliff richard mi viene la pelle d’oca perchè è la canzone che ballavo in discoteca abbracciato alla mia prima fidanzatina
    ritorna tutto in mente: dal primo bacio alle prime coccole, innocenti e goffe.
    risento gli odori della pista da ballo e il gusto della coca cola che dividevamo
    è un effetto catartico come dici tu.
    da adolescenti ci siamo ritrovati adulti sul cammino della maturità. ma una canzone ha il potere di farci sognare e renderci, as celta, contenti o malinconici

    1. Le canzoni sono capaci di richiamare alla memoria sensazioni sepolte, riuscendo a farle riemergere a volte inspiegabilmente. Non credo che ci sia molto altro capace di questo.

      1. a me accade con gli odori
        sento un profumo particolare e mi ricordo di una persona
        oppure un odore mi riporta a quando ero bambino in panetteria

      2. sappiamo riconoscere cosa ha cucinato la signora pautasso del terzo piano e distinguerlo da cosa ha fritto la signora manero al primo

  2. a musica ha un potere eccezionale, tale da produrre pensieri che o sono ricordi o semplici sogni …. e gia’ perche’ anche se non ci accorgiamo , perche’ persi da mille cose , noi, tutti sogniamo durante il giorno…
    Un post splendido con l giusto pizzico di .. beh di MALINCONIA

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